Esposizioni
Creta, feltro ad ago e altri materiali (2019 – 2023)
Queste tre opere formano un’unica installazione in forma di trittico.
A sinistra, una tartaruga (creta) sta mangiando un sacchetto di plastica che galleggiava sull’acqua inquinata.
A destra, si vedono un gabbiano e una sula (feltro ad ago e modelight), morti per avere ingerito degli oggetti di plastica.
Al centro, dei piccoli di tartaruga (creta) stanno raggiungendo il mare: un motivo di speranza.
Con questo lavoro vorrei contribuire a educare al rispetto della fauna marina e dell’ambiente naturale. Come dice Coleridge: “Prega bene, chi ama bene / sia l’uomo che l’uccello che la bestia”.
Nora, Sud Sardegna, 2024
Dorotea, una tartaruga che… “Sembra viva!”
No, non è viva Dorotea ma è un perfetto modello di una tartaruga marina in un mondo di plastica. L’ha creata e donata al nostro Centro Caterina Perezzani, 18enne di Reggio Emilia, diplomata in arte, che tante volte è stata da noi.
Oggi Dorotea ci ha aiutato a sensibilizzare i bagnanti sui problemi delle plastiche rilasciate nell’ambiente, a Nora nell’ambito del progetto “Effetto Farfalla” . Grazie Caterina, la tua Dorotea ha affascinato tutti!
Laguna di Nora
Pagina Facebook ufficiale
Il carro
Bronzo e cemento (60 cm x 60 cm x 90 cm), (2022 – 2025)
L’equilibrio e la nobile virilità che l’immagine dell’Arcano VII ci comunica, credo che possa aprirsi anche ad altri significati, forse più inquietanti, se pensiamo all’origine del movimento stesso dei cavalli. Che cosa li spinge? Vanno verso qualcosa o piuttosto fuggono da qualcosa?
Forse è per questo che la presenza dei due cavalli mi ha fatto ricordare anche alcuni aspetti della mitologia nordica: anche lì ci sono dei riferimenti a due coppie di cavalli (che in quel contesto trainano il carro solare e il carro della luna), che però fuggono perché inseguiti da due lupi.
La realizzazione
Per quanto riguarda il percorso realizzativo di quest’opera posso offrire queste ulteriori poche informazioni: avendo frequentato la scuola Waldorf – Steiner per diversi anni avevo avuto modo di conoscere e studiare anche la mitologia nordica.
In particolare mi aveva sempre colpito la vicenda dei due bambini che guidavano i carri del sole e della luna (Sol e Màni) eternamente inseguiti dai lupi Sköll e Hati. Da tempo cercavo l’occasione per realizzare qualcosa che si ispirasse a questa immagine, e quando ho estratto l’Arcano n. 7 (il Carro) ho pensato di rifarmi anche ad essa perché ormai mi apparteneva e avrebbe potuto rappresentare un primo solido punto di riferimento per sviluppare il mio progetto.
Da alcuni anni frequentavo il laboratorio artistico “la Stanza di Afrodite” (che frequento tutt’ora) tenuto dallo scultore Mario Pavesi. È lui che mi ha incoraggiato e mi ha dato importanti suggerimenti per realizzare questa mia prima scultura in bronzo e cemento, portandomi a conoscere e avvalermi dell’esperienza della Fonderia Artistica Del Giudice Leonardo di Greve in Chianti per la fusione dell’opera.
Reggio Emilia, Emilia-Romagna, 2026
Il carro
Ho immaginato che in quella situazione i cavalli non potrebbero essere sempre governati e potrebbero piuttosto disperdersi. Da qui l’idea di quest’opera che, ispirandosi anche a quell’altra immagine mitica, tende a modificare proprio l’immagine di solidità che l’Arcano sembrerebbe ostentare (benché anche in esso le due traiettorie dei cavalli già sembrerebbero metterla in discussione).
Caterina Perezzani
Artista
