Per il futuro della Terra

Creta, feltro ad ago e altri materiali (2019 – 2023)

Queste tre opere formano un’unica installazione in forma di trittico.

A sinistra, una tartaruga (creta) sta mangiando un sacchetto di plastica che galleggiava sull’acqua inquinata.

A destra, si vedono un gabbiano e una sula (feltro ad ago e modelight), morti per avere ingerito degli oggetti di plastica.

Al centro, dei piccoli di tartaruga (creta) stanno raggiungendo il mare: un motivo di speranza.

Con questo lavoro vorrei contribuire a educare al rispetto della fauna marina e dell’ambiente naturale. Come dice Coleridge: “Prega bene, chi ama bene / sia l’uomo che l’uccello che la bestia”.

Il carro

Bronzo e cemento (60 cm x 60 cm x 90 cm), (2022 – 2025)

L’equilibrio e la nobile virilità che l’immagine dell’Arcano VII ci comunica, credo che possa aprirsi anche ad altri significati, forse più inquietanti, se pensiamo all’origine del movimento stesso dei cavalli. Che cosa li spinge? Vanno verso qualcosa o piuttosto fuggono da qualcosa?

Forse è per questo che la presenza dei due cavalli mi ha fatto ricordare anche alcuni aspetti della mitologia nordica: anche lì ci sono dei riferimenti a due coppie di cavalli (che in quel contesto trainano il carro solare e il carro della luna), che però fuggono perché inseguiti da due lupi.

La realizzazione

Per quanto riguarda il percorso realizzativo di quest’opera posso offrire queste ulteriori poche informazioni: avendo frequentato la scuola Waldorf – Steiner per diversi anni avevo avuto modo di conoscere e studiare anche la mitologia nordica.

In particolare mi aveva sempre colpito la vicenda dei due bambini che guidavano i carri del sole e della luna (Sol e Màni) eternamente inseguiti dai lupi Sköll e Hati. Da tempo cercavo l’occasione per realizzare qualcosa che si ispirasse a questa immagine, e quando ho estratto l’Arcano n. 7 (il Carro) ho pensato di rifarmi anche ad essa perché ormai mi apparteneva e avrebbe potuto rappresentare un primo solido punto di riferimento per sviluppare il mio progetto.

Da alcuni anni frequentavo il laboratorio artistico “la Stanza di Afrodite” (che frequento tutt’ora) tenuto dallo scultore Mario Pavesi. È lui che mi ha incoraggiato e mi ha dato importanti suggerimenti per realizzare questa mia prima scultura in bronzo e cemento, portandomi a conoscere e avvalermi dell’esperienza della Fonderia Artistica Del Giudice Leonardo di Greve in Chianti per la fusione dell’opera.