Le radici del mio sguardo

Sono nata nel 2000 a Reggio Emilia.
Ho incominciato a fare i miei primi disegni frequentando le Scuole dell’Infanzia Comunali e da allora non ho più smesso di disegnare e di esplorare diversi materiali.

Poi ho frequentato la Scuola Steineriana e anche lì ho avuto la possibilità di utilizzare diversi materiali come la cera d’api, la creta, il legno, il feltro e di indagare le sfumature del colore (ma ricordo anche che quella scuola mi ha dato la possibilità di imparare a memoria e di recitare testi teatrali di autori classici che non ho più scordato). In quegli anni ho incominciato anche a plasmare quotidianamente la gomma pane fino a sviluppare una buona manualità e velocità di realizzazione, facendo soprattutto dei piccoli animali.

Fin dalla mia prima infanzia ho anche “respirato” musica ogni giorno, essendo cresciuta in una famiglia di musicisti e a sette anni ho incominciato e sto ancora continuando, a studiare violino al Conservatorio “Peri-Merulo” di Reggio Emilia.

Ho poi frequentato il Liceo artistico Chierici (indirizzo figurativo) dove ho approfondito l’uso della creta e altre tecniche. In quegli anni, oltre ai lavori richiesti dalla scuola, ho però sempre continuato a fare anche delle mie sculture: soprattutto animali fantastici ed altri “personaggi” inventati da me.

Dal 2018 frequento il Laboratorio “La Stanza di Afrodite” tenuto dallo scultore Mario Pavesi che mi ha incoraggiata nella realizzazione di diversi progetti, anche molto minuti, in creta.

Da alcuni anni ho incominciato ad impadronirmi anche della tecnica del feltro ad ago realizzando soprattutto diversi tipi di animali

Le passioni che guidano il mio lavoro

Il mio pensiero e le ispirazioni per le opere

Penso che il mio punto forte sia la scultura e voglio migliorare: amo toccare la materia e poterlo fare anche dopo che l’opera è conclusa. La mia specialità sono ancora gli animali: mi piace soprattutto riprodurre quelli più bizzarri e originali ma anche inventarne di nuovi. Ogni scultura che faccio voglio che sia “viva” e dinamica perché non vorrei che diventasse un semplice “soprammobile”. Mi piace pensare che ogni animale che faccio possa essere scambiato per un animale vero. Non mi interessa realizzare oggetti fermi, ma dare forma a qualcosa che sembri sul punto di respirare. Anche per questo mi attirano le creature insolite, le posture vive, e amo molto mettere a fuoco i particolari che riesco a cogliere anche negli animali più minuscoli, i dettagli che fanno sentire un’opera meno decorazione e più presenza. Questo non significa che tutto debba essere fatto con la massima precisione: l’opera in questo modo non potrebbe più comunicare vita. Infatti credo che i particolari, anche se imperfetti, servano proprio a dare un’anima all’opera.

Ho donato tre mie sculture (un trittico il cui titolo è: Per il futuro della Terra (2020 – 2022) al Centro recupero Cetacei e Tartarughe marine della Laguna di Nora in Sardegna. Il lavoro è ora installato nel centro per sensibilizzare il pubblico al rispetto di questi animali che purtroppo muoiono per aver ingoiato la plastica che trovano nei nostri mari inquinati.

Sempre in Sardegna, che frequento da tanti anni, ho avuto la fortuna d’incontrare due volte nel suo studio, lo scultore Pinuccio Sciola che mi ha incoraggiata a continuare il mio percorso e mi ha fatto conoscere le sue affascinanti sculture sonore di pietra. Mi piace mostrare e regalare le mie sculture ai miei amici.

Da anni frequento come volontaria il CRAS Rifugio Matildico, il Centro di Recupero Animali Selvatici con sede nelle colline di S. Polo d’Enza.

Ogni scultura che faccio voglio che sia “viva” e dinamica perché non vorrei che diventasse un semplice “soprammobile”.

Progetti e collaborazioni

Dall’idea alla creazione

Tecniche artistiche e materiali

Le prime esperienze con l’argilla le ho fatte alla scuola d’infanzia Anna Franck di Reggio Emilia. Poi ho ripresa questa tecnica frequentando la Scuola Waldorf-Steiner dove ho iniziato a produrre le prime sculture; l’ho ulteriormente approfondita al Liceo Artistico Chierici e, in seguito, frequentando il Laboratorio “La stanza di Afrodite” di Mario Pavesi.

È una tecnica che consiste nel compattare la lana cardata per creare forme 2D o sculture 3D. Si utilizzano degli aghi speciali con delle piccole “barbe” che4 intrecciano le fibre della lana.

Attraverso questa lavorazione il materiale (la lana) diventa denso, solido e compatto.

Ho inoltre sperimentato altri materiali come la pietra, la cera d’api, la gomma pane e il modellight.

Sin dalla prima infanzia ho sempre disegnato su carta, in seguito ho sperimentato il disegno anche su carta paglia e il dipinto su legno.